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I mudra nella scultura buddhista

Mudra buddhista, periodo Gupta, VI secolo, bronzo

Mudra buddhista, periodo Gupta, VI secolo, bronzo

I mudra nella scultura buddhista

I mudra sono gesti delle mani ai quali le tradizioni buddhiste attribuiscono significati convenzionali. La loro lettura aiuta a riconoscere episodi della vita del Buddha, attività di insegnamento e funzioni devozionali.

Nell’abhaya mudra la mano è sollevata con il palmo rivolto verso l’osservatore: il gesto esprime rassicurazione e assenza di paura. Nel dhyana mudra le mani sono raccolte in grembo nella posizione della meditazione. Nel bhumisparsha mudra la mano destra scende verso il suolo, richiamando la testimonianza della terra al momento del risveglio. Il dharmachakra mudra è associato alla messa in moto della ruota del Dharma, cioè all’insegnamento.

Le convenzioni possono presentare varianti. Un gesto va interpretato insieme alla postura, agli attributi e alle eventuali figure di accompagnamento. Nelle opere frammentarie, inoltre, la perdita delle dita o di una mano può impedire un’identificazione sicura. Descrivere ciò che si conserva e distinguere le integrazioni moderne è il primo passo per una lettura attendibile.

La mano gandharica in scisto del II secolo, documentata nell’archivio Dalton Somaré, offre un caso nel quale il palmo e le dita rendono leggibile l’abhaya mudra anche nel frammento isolato. Il confronto con il Buddha stante del Kashmir del IX secolo permette di ritrovare il gesto all’interno di una figura: la destra è sollevata, mentre la sinistra trattiene la veste. La stessa convenzione si integra dunque in costruzioni del corpo e in materiali diversi.

Nel Padmapani Pala a sei braccia, una mano esegue il varada mudra e altre sostengono gli attributi. Per leggere una figura con più arti occorre osservare la disposizione dell’intero insieme: il gesto della concessione, il loto e gli oggetti rituali si completano entro un programma unitario. L’analisi dei mudra comprende così sia il significato convenzionale del gesto sia il suo ruolo nella composizione, e permette di confrontare immagini senza ridurle a un elenco di posizioni delle mani.

Riferimenti e confronti

  • Smarthistory, Mudras in Buddhist Art
  • Metropolitan Museum of Art, Seated Buddha, 2003.593.1

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