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La scultura Dogon: figure umane e costruzione della forma nel Mali

Female figura Dogon, Bombou-Toro, Mali in legno, 53.5

Figura femminile Dogon, Bombou Toro, Mali, XIX secolo, legno, 53,5 cm. Archivio Dalton Somaré.

La scultura Dogon: figure umane e costruzione della forma nel Mali

La figura femminile Dogon di Bombou Toro, del XIX secolo, documentata nell’archivio Dalton Somaré, permette di affrontare la statuaria del Mali attraverso un problema concreto: come organizzare il corpo umano in una composizione che combina più direzioni e più gesti. Alta 53,5 centimetri, la scultura presenta un’anatomia geometrizzata e una superficie segnata dall’applicazione di materiali sacrificali. La sua specificità formale invita a osservare i rapporti fra le parti prima di ricondurre l’opera a un modello generale.

Il particolare più evidente è la costruzione delle braccia. Due mani a ventaglio si sollevano, mentre altri arti emergono dagli stessi gomiti per sostenere l’oggetto collocato davanti all’addome. La figura dispone così gesti simultanei intorno a un corpo unitario. La ripetizione non interrompe la composizione: l’asse verticale del torso, l’apertura superiore delle mani e la presenza dell’oggetto davanti al ventre stabiliscono un ordine leggibile. Anche i piedi appiattiti partecipano alla relazione con la base, trasformando l’anatomia in una struttura di piani e volumi.

Il confronto con la Double plank figure with raised arms del Metropolitan Museum, inv. 1979.541.1, permette di studiare un diverso impiego del raddoppiamento. Nel lavoro museale, due immagini antropomorfe sono sovrapposte su un supporto appiattito; nell’opera di Bombou Toro, la moltiplicazione coinvolge gli arti di una figura. Il confronto è formale, e non attribuisce ai due oggetti la stessa funzione. Dimostra invece come il repertorio della figura umana possa essere elaborato attraverso strategie differenti di sovrapposizione, rilievo e articolazione del corpo.

La denominazione Dogon comprende una produzione con notevoli differenze regionali e compositive. Il catalogo di Kate Ezra, Art of the Dogon, pubblicato dal Metropolitan Museum nel 1988, offre una raccolta di confronti da leggere attraverso soggetto, postura, proporzioni e contesti documentati. Per la figura Dalton Somaré, l’indicazione Bombou Toro mantiene il valore della sua attribuzione stilistica specifica. Affiancare opere accomunate da un gesto non significa annullarne le differenze: una mano sollevata, un torso allungato o una superficie incrostata vanno studiati all’interno di ciascuna costruzione scultorea.

La patina introduce un ulteriore livello di lettura. Sull’opera d’archivio, i depositi appartengono alla storia dell’uso e cambiano la percezione dell’intaglio, accentuando alcuni passaggi e coprendone altri. Il lettore può seguire questi rapporti nella documentazione della scheda e confrontarli con le immagini del catalogo museale. L’analisi della figura umana completa inoltre il percorso già dedicato al cane nell’arte Dogon: qui il tema centrale è la costruzione del corpo, mentre la scultura zoomorfa apre a un distinto repertorio di forme e racconti.

Riferimenti e confronti

  • Kate Ezra, Art of the Dogon: Selections from the Lester Wunderman Collection, Metropolitan Museum of Art, New York, 1988.
  • Giulia Paoletti, scheda della Double plank figure with raised arms, Metropolitan Museum of Art, inv. 1979.541.1, 2018.

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