Circa Metà del XIX secolo
Legno, rame, ottone e ferro
32 cm
Provenienza
Henri Kamer (1937–1992), New York
Guy Piazzini, Parigi
Daniel Hourdé, Parigi, 1992
Collezione John Dintenfass, New York, 1998
Dalton Somaré, Milano
Collezione Anna Demina, Helsinki
Pubblicazioni
Bruneaf XXII, Catalogue, Bruxelles, 2012, pp. 44–45
Hearts and Diamonds. Art of Gabon from the Anna Demina Collection, P. Mollfulleda, Gruppo Editoriale, Milano, 2021, pp. 66-69, p.102
Origins: a vision on African Art, Anna Demina & Leinuo Zhang Collection, Dalton Somaré, Milano, 2019, pp. 30-33
Esposizioni
Parcours des Mondes, Parigi, 2013
CULTURES, Bruxelles, 2018
AMART, Milano, 2018
Le prime Figure Guardiane Kota giunsero in Europa in seguito alla spedizione di Savorgnan de Brazza lungo il fiume Ivindo nel 1887. Queste opere catturarono immediatamente l’attenzione di artisti e collezionisti, colpiti dal loro dinamismo, dalla forza espressiva e dalle forme astratte e bidimensionali. Artisti come André Derain, Pablo Picasso, Juan Gris, Fernand Léger e Constantin Brancusi, insieme alle avanguardie europee dell’inizio del XX secolo, riconobbero in queste sculture una straordinaria sintesi espressiva, un rigoroso equilibrio architettonico e una essenzialità priva di decorazione superflua.
La scoperta dell’Arte Kota ebbe un ruolo importante nella trasformazione dello sguardo europeo sulle forme artistiche extraoccidentali e contribuì alla nascita della sensibilità estetica moderna. La rarità e il valore formale di queste sculture le portarono rapidamente ai vertici del collezionismo internazionale. Ancora oggi, le figure guardiane Kota sono frequentemente esposte accanto ai capolavori di alcuni dei più importanti artisti del XX secolo.
Dal punto di vista morfologico, le Figure Guardiane Kota si caratterizzano per un volto sormontato da una acconciatura a mezzaluna, sostenuto da un collo lungo e sottile che ne accentua la monumentalità e che poteva fungere anche da impugnatura. Al di sotto del collo, la figura si sviluppa in una forma romboidale che rappresenta una estrema schematizzazione del corpo umano. Sul retro della scultura compare frequentemente un elemento a losanga, il cui significato rimane ancora oggi enigmatico.
Il culto delle Figure Guardiane Kota, rimasto attivo fino alla fine del XIX secolo, conobbe un rapido declino all’inizio del XX secolo. Questo cambiamento fu dovuto in larga parte all’influenza dei missionari cristiani, che portarono al progressivo abbandono del culto degli antenati. Tale cambiamento culturale rese commerciabili e accessibili le figure guardiane, fino ad allora considerate sacre e inalienabili. In precedenza, queste sculture costituivano un fondamentale elemento di identità e coesione del clan, garantendone la continuità e la perpetuazione.
Le Figure Guardiane Kota del Gabon ricevevano periodicamente offerte e tributi durante cerimonie svolte prima delle spedizioni di caccia, delle feste del raccolto o di qualsiasi impresa importante che richiedesse la saggezza e la forza immortale degli antenati venerati. La loro importanza rituale emerge anche dall’attenta scelta dei materiali impiegati nella loro realizzazione. Le figure erano costituite da un’anima in legno rivestita da sottili lamine di metalli diversi. L’uso dell’ottone o del rame possedeva un forte valore simbolico, poiché questi metalli erano particolarmente preziosi presso le popolazioni del Gabon. Estremamente rari nella regione, venivano ottenuti attraverso costosi scambi commerciali con i mercanti portoghesi.
