Maschera, Punu, Gabon

Seconda metà del XIX secolo
Legno e pigmenti
30 cm

Provenienza

Collezione Privata, Bergamo
Dalton Somaré, Milano
Pace Primitive, New York
Lance Entwistle, Parigi e Londra

Pubblicazioni

V. Carini, A Hidden Heritage. Sculture Africane in Collezioni Private Italiane, Dalton Somaré, Milano 2004, p. 239
Louis Perrois & Charlotte Grand-Dufay, Punu, 5 Continents, Parigi, 2008


Maschere bianche Punu e società Mwiri

Le maschere bianche dell’Africa centrale sono tipiche dell’area fluviale dei bacini dell’Ogooué e del Congo e sono utilizzate da numerosi gruppi etnici della regione, tra cui Vili, Tsogo, Sango e soprattutto Punu.

Chiamate dai Punu mukuji o mikuji, queste maschere appartengono alla società iniziatica maschile Mwiri. Il danzatore che le indossa incarna l’autorità spirituale e compare durante cerimonie di cordoglio per la scomparsa di personaggi eminenti della comunità, celebrazioni per la nascita di gemelli, riti di pubertà e cerimonie di iniziazione.

Le maschere Punu del Gabon sono generalmente scolpite in legni teneri come Alstonia congensis o Ricinodendrum africanum e successivamente ricoperte di caolino bianco. Le sopracciglia e l’acconciatura vengono annerite con carbone vegetale, mentre le labbra sono colorate con polvere ricavata dal legno rosso di padouk.

Stile, scarificazioni e identità rituale

La grande varietà di stili e fisionomie osservabile in queste maschere non è facilmente riconducibile a specifici gruppi etnici, ma dipende in larga misura dalla sensibilità individuale e dalla visione estetica dello scultore.

Secondo le ricerche dedicate ai rituali della società Mwiri, le maschere femminili sarebbero identificabili attraverso le scarificazioni o cheloidi dipinte di rosso sulla fronte e sulle tempie, generalmente inscritte entro forme geometriche come losanghe o rettangoli. Le maschere prive di scarificazioni sarebbero invece maschili e destinate principalmente alle cerimonie di iniziazione.

Benché concepite come autentiche istituzioni di controllo sociale, incaricate di imporre ordine, disciplina e obbedienza, queste maschere sono oggi particolarmente apprezzate per la grazia e la dolcezza della loro espressione. Gli occhi a fessura accentuano inoltre il senso di mistero e impersonalità, trasformando il danzatore in una presenza soprannaturale.

Queste antiche maschere rituali del Gabon rappresentano alcune delle espressioni più eleganti dell’Arte Africana antica e testimoniano la straordinaria capacità degli artisti dell’Africa equatoriale di unire autorità rituale, equilibrio formale e raffinatezza estetica.