Un dialogo tra arte contemporanea e arte “primitiva”
Dall’8 maggio al 7 giugno, negli spazi della galleria di via Borgonuovo, la Dalton Somaré presenta la mostra “Vuoti e Volumi – Dadamaino & Art Premier”.
Il progetto mette in relazione le opere degli anni ’50 e ’60 di Dadamaino con una selezione di sculture di arte africana e art premier, creando un dialogo incentrato sul rapporto tra spazio, forma e percezione.
Spazio, assenza e presenza
Le opere della giovane artista radicale convivono con sculture cosiddette “primitive”, rivelando un equilibrio sorprendente tra due modalità opposte di occupazione dello spazio visivo:
da un lato, il vuoto, la sottrazione e la tensione spaziale
dall’altro, il volume, la presenza plastica e la densità materica
Questo confronto mette in evidenza affinità profonde tra linguaggi apparentemente lontani, unendo ricerca contemporanea e tradizioni artistiche extraeuropee.
Dadamaino e lo Spazialismo
Edoarda Maino (1930–2004), nota come Dadamaino, è stata una figura centrale dell’avanguardia milanese del secondo dopoguerra.
Unica presenza femminile all’interno di un gruppo di artisti anticonformisti, la sua ricerca si concentra sulla percezione e sulla dimensione spaziale dell’opera.
Aderendo al manifesto dello Spazialismo promosso da Lucio Fontana, sviluppa un linguaggio minimale, caratterizzato da superfici monocrome e aperture che trasformano il vuoto in elemento attivo della composizione.
Un rigore radicale
Il pensiero artistico di Dadamaino è riassunto in una sua affermazione significativa:
“L’unico modo per continuare a fare arte è produrre opere invendibili.”
Questa posizione riflette una concezione rigorosa e indipendente della pratica artistica, che trova un’interessante risonanza nelle forme e nelle funzioni delle sculture rituali africane.
Informazioni
📍 Via Borgonuovo 5, Milano
📅 8 maggio – 7 giugno
Approfondimenti
galleria Dalton Somaré
arte africana
arte asiatica antica
mostre e fiere internazionali
tutte le news






