Catalogo delle nuove acquisizioni della Galleria Dalton Somaré dedicate alla scultura africana di alta epoca.
Anno: 2009
Testi: Dalton Somaré
Formato: 21 × 28 cm
Pagine: 89, 57 immagini a colori
Lingua: italiano
Scultura africana e arte del Novecento
La scultura africana rappresenta una delle forme più compiute e significative dell’arte africana. È nella scultura che l’Africa ha sviluppato un linguaggio visivo di straordinaria coerenza formale e potenza espressiva.
Come intuirono i Cubisti nella loro ricerca delle strutture profonde della realtà, la scultura africana combina nello spazio sequenze di volumi sempre nuovi, con una forza logica e simbolica capace di ridefinire il concetto stesso di forma.
Artisti come Paul Cézanne, pur senza un contatto diretto con l’arte africana, elaborarono un principio analogo: leggere la natura attraverso forme essenziali, cilindri, sfere e coni, per costruire un’architettura pittorica autonoma, derivata dalla realtà ma non imitativa.
Forme, astrazione e invenzione
La scultura africana tradizionale sviluppa un processo simile: il corpo umano viene scomposto in forme pure, astratte e non naturalistiche, per poi essere ricomposto in una nuova realtà visiva, autonoma e simbolica.
Le espressioni artistiche arcaiche non imitano semplicemente la natura. Cercano piuttosto di affermare una presenza nuova nel mondo, costruendo immagini mentali che non riproducono l’esistente, ma lo trasformano in forma.
In questo senso, la forza della scultura africana risiede non nella somiglianza, ma nella capacità di affermazione identitaria, simbolica e plastica.
Arte africana e avanguardie del Novecento
Il punto di contatto più profondo tra arte africana e arte del Novecento non è una semplice somiglianza formale, ma una convergenza di impulsi creativi: l’ansia di affermazione, la necessità di invenzione e la costruzione di una nuova realtà visiva.
Circa un secolo fa, per un breve ma decisivo momento storico, due universi artistici distinti entrarono in contatto. L’élite dell’École de Paris riconobbe nelle società africane non industriali una visione affine: la rinuncia all’imitazione naturalistica e la ricerca di una realtà costruita attraverso la forma.
Non si trattò soltanto di influenza formale o di appropriazione stilistica, ma di una più profonda comunione intellettuale tra sistemi di pensiero visivo.
Tradizione, coralità e linguaggio della scultura africana
La scultura africana si distingue per la sua dimensione collettiva e tradizionale. Le forme risultano sedimentate nel tempo, condivise e riconoscibili, pur nelle variazioni locali e stilistiche.
Questa stabilità formale consente di riconoscere con chiarezza stili e tradizioni, conferendo alla scultura africana una coerenza interna rara nel panorama artistico globale.
In questo senso, l’arte africana appare come un sistema unitario di conoscenze estetiche, capace di integrare forma, funzione e significato simbolico.
Scultura africana e arte contemporanea
La scultura africana rappresenta una forma d’arte fondata su tradizione e coralità, caratterizzata da una sintesi formale che dialoga con la modernità ma mantiene una struttura coerente e riconoscibile.
A differenza di una certa arte contemporanea, spesso segnata da frammentazione e mutazione continua, la scultura africana conserva una stabilità linguistica che ne garantisce la forza e la leggibilità nel tempo.
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