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Maschere Lwalwa: costruzione del volto e movimento nella danza

maschera Lwalwa, Congo D.R. 31 cm

Maschere Lwalwa: costruzione del volto e movimento nella danza

La maschera Nkaki Lwalwa documentata nell’archivio Dalton Somaré, datata all’inizio del XX secolo, è realizzata in legno e pigmenti e misura 31 centimetri. Il suo volto è costruito attraverso piani nettamente raccordati a elementi sporgenti: il naso, prolungato verso la fronte, la bocca e il mento stabiliscono un asse centrale; gli occhi allungati e le scarificazioni sulle tempie ne articolano la larghezza. Questa organizzazione rende riconoscibile il linguaggio delle maschere Lwalwa della regione del Kasai, tra Congo e Angola.

La forza della composizione dipende dai rapporti tra questi elementi. Il naso interrompe la continuità delle guance e concentra l’attenzione al centro del volto; la bocca introduce una seconda sporgenza nella parte inferiore. Gli occhi rettangolari si estendono lateralmente e collegano il centro ai margini. La simmetria conserva la stabilità dell’insieme, mentre le differenze di profondità fanno variare l’immagine con l’angolo di osservazione.

La danza è essenziale per comprendere questa costruzione. La maschera era sostenuta davanti al volto mediante un cordone trattenuto dal portatore; il sistema di fissaggio appartiene alla struttura concreta dell’oggetto. Durante il movimento, i rilievi centrali e i piani laterali ricevevano la luce in modo diverso. Lo studio della forma comprende quindi sia la visione frontale, oggi abituale nella fotografia, sia la successione di vedute prodotta dalla presenza del danzatore.

Il Muséum du Havre conserva una maschera Lwalwa dell’inizio del XX secolo, inventario 2015.1.3, che misura 33,5 centimetri. La sua scheda descrive il cordone di fissaggio, le coreografie e l’impiego di queste maschere nei rituali della caccia e nell’iniziazione maschile. La scheda Dalton Somaré documenta in particolare il ngongo, fase conclusiva del primo ciclo iniziatico. Le due testimonianze permettono di collegare l’osservazione della struttura al contesto della performance.

L’esemplare della Galleria è pubblicato in Masks, 2012, alle pagine 54–55. La bibliografia, la forma del volto e il sistema di sostegno costituiscono punti di partenza complementari per la ricerca. Leggere il profilo insieme alla frontalità consente di riconoscere come una costruzione apparentemente rigorosa produca immagini mobili e variabili. Nella maschera Lwalwa, la sintesi dei lineamenti conserva perciò una relazione precisa con il corpo che la porta e con il movimento che la rende visibile.

Riferimenti e opere di confronto

Muséum du Havre, Masque Lwalwa, 2015.1.3

Dalton Somaré, Masks, 2012, pp. 54–55

Opere della Galleria

Maschera Nkaki, Lwalwa

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