Arte Africana e Arte Moderna: alle origini di una rivoluzione
L’Arte Africana Classica e la Scultura Africana sono alle origini dell’Arte Moderna e rappresentano una delle più profonde rivoluzioni estetiche del XX secolo. Se inizialmente le Sculture Africane erano considerate curiosità esotiche, agli inizi del Novecento cominciarono a essere riconosciute come opere di straordinaria importanza estetica e concettuale. Gli artefici di questa scoperta furono gli artisti dell’avanguardia parigina, tra cui Henri Matisse, André Derain, Maurice de Vlaminck, Pablo Picasso, Georges Braque, Constantin Brancusi e Fernand Léger, che individuarono in queste opere una fonte di rinnovamento radicale del linguaggio artistico.
In queste opere, gli artisti moderni non videro semplicità o ingenuità, ma una sintesi intellettuale estrema. Riconobbero un superamento della figurazione tradizionale e una libertà nell’uso dei materiali e delle forme senza precedenti. La Scultura Africana rivelava una concezione dell’arte in cui il concetto e l’invenzione prevalgono sulla mera perizia tecnica, affermando il primato del genio creativo sul virtuosismo esecutivo.
È grazie a questa nuova sensibilità che l’Arte Africana è stata progressivamente riconosciuta come una delle grandi tradizioni artistiche del mondo. Oggi la Scultura Africana occupa un posto centrale nei principali musei e nelle collezioni internazionali, confermando il suo ruolo nella costruzione della sensibilità estetica moderna e contemporanea. Questa visione è al centro della ricerca della Galleria d’arte a Milano Dalton Somaré, impegnata da decenni nello studio e nella valorizzazione dell’Arte Africana.