Arte Africana e classicismo: un dialogo visivo
Le sagome architettoniche che definiscono il progetto visivo del catalogo riprendono la facciata della Ca’ Brütta, uno degli edifici più iconici della città di Milano, progettato nel 1921 da Giovanni Muzio. Originariamente oggetto di critiche per la sua audace reinterpretazione del linguaggio classico, la Ca’ Brütta è divenuta nel tempo uno dei simboli del Novecento italiano e della modernità architettonica.
Questa trasformazione, da elemento controverso a riferimento estetico, trova un parallelo significativo nella ricezione dell’Arte Africana in Europa nel corso del XX secolo. Inizialmente interpretata come “primitiva”, l’Arte Africana è stata progressivamente riconosciuta come una delle fonti più profonde e innovative della cultura visiva moderna.
Inserire la Scultura Africana classica all’interno di questo contesto architettonico significa creare un dialogo tra linguaggi solo apparentemente distanti. Le sculture selezionate rivelano affinità formali e concettuali con la ricerca artistica europea del Novecento. Questo accostamento evidenzia il contributo fondamentale degli artisti africani allo sviluppo della sensibilità estetica contemporanea, superando categorie riduttive come quella di “Arte Primitiva”.
Classic & Anticlassic – African Art in an Italian Milieu si configura come uno strumento critico e visivo che invita a ripensare le categorie di classico e anticlassico, tradizione e innovazione. Attraverso una selezione rigorosa di opere e un impianto visivo fortemente caratterizzato, la pubblicazione si rivolge a collezionisti, studiosi e appassionati interessati all’Arte Africana e al suo dialogo con la cultura europea.