XIX secolo
Legno, ottone, rame, ferro
38 cm
Provenienza
Collezione coloniale francese
Galerie Alain de Monbrison, Parigi
Collezione Privata, Parigi
Dalton Somaré, Milano
Collezione Anna Demina, Helsinki
Pubblicazioni
Hearts and Diamonds. Art of Gabon from the Anna Demina Collection, P. Mollfulleda, Gruppo Editoriale, Milano, 2021, pp. 72-75
Secondo E. Anderson (Contribution to the Ethnographie des Kuta, Uppsala, 1953-54), le Figure Guardiane Kota di questo tipo, classificate da Louis Perrois e Domenico Terrana nella categoria 5, provengono dal sud del Gabon, in prossimità del confine con la R.D. del Congo.
Questo stile si caratterizza per una estrema stilizzazione e per un alto grado di astrazione formale. Gli elementi vagamente naturalistici e descrittivi presenti in altre varianti della scultura Kota sono qui completamente abbandonati a favore di una costruzione rigorosamente geometrica.
I pendenti cilindrici, generalmente interpretati come orecchini e presenti in quasi tutte le altre tipologie di figure reliquiarie Kota, sono in questo caso integrati nelle espansioni laterali che circondano il volto e si concludono in una forma a mezzaluna, riprendendo il profilo dell’ampio crescente che corona la parte superiore della scultura.
Il volto è costruito attraverso una alternanza di superfici concave e convesse. A partire dalla fronte, la struttura si restringe all’altezza del naso, ridotto a un solido geometrico, per poi ampliarsi nuovamente nel profilo delle guance. Gli occhi e la bocca sono ridotti a sottili fessure orizzontali, la cui essenzialità conferisce alla figura autorità e mistero.
Il raffinato gioco delle forme è accentuato dall’uso sapiente di metalli differenti, disposti con estrema precisione sulla struttura lignea. Questo esemplare, che per la sua notevole antichità può essere considerato un archetipo dello stile, si distingue inoltre per la successione di avvolgimenti metallici che decorano il bordo superiore del crescente e per la doppia cucitura di bande in ottone e ferro che circondano le tempie.
Questa raffinata singolarità, oltre ad accrescere la qualità estetica della scultura, conferma indirettamente l’attenzione culturale dedicata alla realizzazione dell’oggetto e la sua importanza nel contesto rituale e sociale di origine. La figura si colloca così tra le testimonianze più significative dell’Arte Africana antica e della tradizione reliquiaria Kota del Gabon.
