Arte Pala: scultura buddhista e immagini della compassione nell’India orientale
La scultura buddhista di periodo Pala trova nel Padmapani a sei braccia dell’archivio Dalton Somaré un esempio particolarmente utile per studiare il rapporto fra immagine, attributi e composizione. Datata all’XI secolo, alta 47 centimetri e scolpita nello scisto nero, l’opera appartiene alla produzione dell’India orientale. Il riferimento al periodo Pala situa la figura in un contesto storico e artistico preciso; il nome Padmapani ne identifica invece il soggetto, una manifestazione di Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione.
Il corpo è seduto in lalitasana: una gamba è ripiegata e l’altra abbassata, secondo la postura dell’agio regale. Le sei braccia distribuiscono gesti e attributi ai lati del torso, mentre il volto mantiene il centro della composizione. Il loto, il mala, l’ampolla e lo scacciamosche formano un repertorio articolato, al quale si aggiunge il varada mudra, il gesto della concessione. Il loro studio richiede di seguire le mani nella disposizione concreta della scultura, anziché separare ogni attributo dal corpo che lo sostiene.
Lo scisto nero permette di confrontare il modellato delle superfici più ampie con la lavorazione minuta della corona, dei gioielli e della cornice. Nell’opera d’archivio, l’apertura laterale degli arti trova equilibrio nella stabilità del torso. La stele mantiene unite queste parti e conferisce all’immagine una presenza frontale. La complessità iconografica non coincide dunque con una composizione dispersa: i particolari si organizzano intorno a un centro riconoscibile, che rimane leggibile anche attraverso l’ornamentazione.
Un termine di confronto è il Buddha di Nalanda affiancato da Avalokiteshvara e Maitreya, Metropolitan Museum, inv. 20.58.16, datato fra la fine del X e l’XI secolo e anch’esso in scisto nero. Qui Avalokiteshvara compare come figura laterale accanto al Buddha. Il confronto rende evidente come una medesima identità sacra possa occupare ruoli compositivi differenti: presenza autonoma al centro di una stele, oppure componente di un insieme. Materiale e cronologia accostano le opere; numero delle braccia, postura e gerarchia delle figure ne distinguono il programma.
La tradizione Pala comprende anche immagini che riuniscono episodi della vita del Buddha. La stele dei suoi otto grandi eventi, inv. 2009.541, del X secolo, conserva tracce di doratura sullo scisto nero. Questo confronto invita a considerare la superficie insieme alla struttura: l’aspetto scuro della pietra oggi visibile non descrive da solo tutte le finiture storiche. Lo studio delle opere può così procedere dalla figura principale alle immagini che l’accompagnano, dalle forme agli attributi, senza ridurre l’arte Pala a un repertorio uniforme di dettagli ornamentali.
Riferimenti e confronti


