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Reliquiari Kota: memoria, metallo e astrazione

Figura reliquiario Kota del Gabon, Arte Africana, Dalton Somaré Milano

Figura reliquiario Kota del Gabon, Arte Africana, Dalton Somaré Milano

Reliquiari Kota: memoria, metallo e astrazione

Le immagini guardiane Kota, frequentemente indicate come mbulu ngulu, appartengono alle tradizioni di conservazione delle reliquie degli antenati diffuse in Gabon e nelle regioni vicine. La figura scolpita era fissata al contenitore delle reliquie o collocata sopra di esso, con una funzione di custodia e protezione. Il termine “reliquiario”, spesso usato per designare la sola scultura, va quindi inteso nel rapporto fra immagine guardiana, recipiente e resti ancestrali: questi elementi formavano un insieme rituale.

La costruzione si affida a un’anima lignea rivestita di metallo, soprattutto rame e ottone; in alcuni esemplari compare anche il ferro. Il volto frontale, gli elementi laterali e la parte inferiore, spesso aperta a losanga, sono organizzati in una struttura dal marcato sviluppo planare. Lamine lisce, strisce e superfici lavorate permettono di alternare zone luminose e trame minute. Il metallo aveva valore di prestigio e rendeva onore agli antenati attraverso l’impiego di materiali preziosi.

La forte sintesi della figura non implica una povertà di invenzione. Profilo della testa, andamento delle appendici, forma degli occhi e distribuzione dei rivestimenti producono variazioni che distinguono esemplari e tradizioni regionali. Il contrasto fra superfici piane e rilievi contenuti anima il volto, mentre la luce ne modifica la percezione. La qualità dell’opera emerge nella precisione dei raccordi e nel rapporto fra disegno complessivo e dettaglio della lavorazione metallica.

Le immagini Kota attrassero artisti e collezionisti europei del primo Novecento per la loro costruzione geometrica e per la combinazione di materiali. Questa ricezione costituisce un capitolo della loro storia, distinto dalle pratiche ancestrali per cui furono create. Il confronto con le figure Fang evidenzia due risposte differenti alla custodia delle reliquie: il corpo pienamente sviluppato della scultura Fang e l’organizzazione prevalentemente frontale dei Kota. Conservare tale distinzione consente di apprezzare l’originalità formale di entrambe le tradizioni.

Bibliografia e confronti

  • Louis Perrois, Arts du Gabon, per l’inquadramento storico e regionale.
  • Smithsonian National Museum of African Art, Reliquary Guardian Figure, confronto museale.
  • Smithsonian National Museum of African Art, Reliquary Guardian Figure, artista Kota

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Figura reliquiario Kota del Gabon, Arte Africana, Dalton Somaré Milano
Figura reliquiario Kota del Gabon, Arte Africana, Dalton Somaré Milano

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