Epoca: Inizio del XX secolo
Materiali: Legno e pasta di vetro
Dimensioni: 55 cm
Provenienza
Dalton Somaré, Milano
Collezione Privata, Gorgonzola
L’Arte Baule e i sistemi spirituali
Le statue antropomorfe Baule si dividono principalmente in due grandi categorie: le figure connesse agli asie usu, spiriti della brousse invocati dai divinatori (komyen), e le figure blolo bla o blolo bian, rappresentazioni dei coniugi-spirito appartenenti a un mondo parallelo a quello umano. In assenza di dati certi sul contesto originario, l’attribuzione di questa scultura rimane aperta.
Dal punto di vista stilistico, l’opera è riconducibile al gruppo attribuito al cosiddetto maestro di Sikassou, noto per la straordinaria qualità della resa plastica e per la fluidità dei volumi. Una delle caratteristiche più distintive della scultura Baule è il raccordo armonico tra le diverse parti del corpo, che in questo caso raggiunge un livello di particolare raffinatezza.
La figura si sviluppa secondo una marcata verticalità, con un alleggerimento dei volumi che contribuisce a creare un equilibrio tra stabilità e tensione dinamica. Le gambe leggermente flesse suggeriscono un’energia contenuta, mentre la postura complessiva mantiene una compostezza formale coerente con i canoni estetici Baule.
L’opera incarna un ideale femminile che unisce qualità fisiche e morali. La cura dell’acconciatura, l’eleganza delle scarificazioni e l’equilibrio dei tratti esprimono ordine, bellezza e status sociale. La figura appare come l’immagine di una donna membro autorevole della comunità come madre e tramite dei valori tradizionali.
Uno degli elementi più originali dell’arte Baule è la cosiddetta “asimmetria controllata”, ovvero la deviazione dalla perfetta assialità tipica di molta Scultura Africana. In questo caso essa si manifesta nella leggera torsione del busto, nell’inclinazione del volto e nella posizione delle gambe, introducendo un senso di movimento appena accennato ma percettibile.
