Maternità Phemba, Yombe, R.D. del Congo

Opera d’archivio — non disponibile
Già presso Dalton Somaré. L’opera non è più in possesso della Galleria; questa scheda ne conserva la documentazione.

Tardo XIX secolo/Inizio del XX secolo
Legno, vetro
Altezza: 28,5 cm

Provenienza

Raccolta in situ, 1915
Ex Collezione Dr Paul Pastiels, Bruxelles
Didier Claes, Bruxelles
Dalton Somaré, Milano
Collezione Privata, Gallarate

Esposizioni

Winter Bruneaf, Bruxelles, 2017

Pubblicazioni

Phemba : Voix féminines d’aristocrates kongo / Female voices of Kongo aristocrats, Catalogo della Mostra, TEFAF 2022, Maastricht, Bernard de Grunne, 2022


Arte Yombe e maternità phemba

La statuaria Yombe, appartenente alla più ampia tradizione Kongo, rappresenta una delle espressioni più intense e naturalistiche dell’Arte Africana dell’Africa centrale. Le maternità note come phemba occupano un ruolo centrale, in quanto immagini della madre fondatrice del lignaggio e simbolo della continuità della vita. Questa scultura presenta forti analogie con esemplari noti pubblicati da Raul Lehuard in Art Bakongo, tra cui la figura K6-1-2 dell’Archivio Merton Simpson e la K6-1-1 del Brooklyn Museum. In questi esempi, come nel presente, emergono la massività delle forme e l’energia dell’atteggiamento.

La posizione della mano destra, appoggiata con il dorso su un vaso, è condivisa con l’esemplare del Brooklyn Museum e viene generalmente interpretata come allusione alla capacità della madre di nutrire e sostenere il bambino. La figura femminile è rappresentata mentre accoglie il neonato seduto sulla gamba sinistra, leggermente protesa in avanti, in un atteggiamento che suggerisce intimità, protezione e relazione diretta.

Secondo i canoni della statuaria Yombe, la figura indossa una caratteristica mitra alta, segno distintivo di rango elevato. La costruzione del corpo è solida e compatta, mentre il volto, dai tratti massicci, trasmette una potente vitalità. Le sopracciglia arcuate, le palpebre pesanti, il naso con narici dilatate e le labbra carnose semiaperte, con incisivi modellati a U, definiscono un’espressione intensa e profondamente umana.

Gli orecchini pendono dai lobi con fogge differenti, mentre il collo è ornato da una collana di grandi perle tubolari alternate a dischi. Le scarificazioni sul petto, sulle spalle e sulla schiena sono rese con estrema precisione, contribuendo a definire lo status sociale e il ruolo simbolico della figura. Particolare attenzione è dedicata alla resa della colonna vertebrale e alla cintura composta da cauri e perle. Sul fondo della schiena compaiono due scarificazioni a nodo, motivo ricorrente tra le donne Bakongo.

Le figure phemba si inseriscono nel contesto del culto della fertilità e della maternità, ma il loro significato va oltre. Esse incarnano il ruolo ancestrale della donna come fonte della vita e mediatrice tra il mondo degli antenati e quello dei vivi.