Inizio del XX secolo
Legno
49 cm
Provenienza
Collezione Kelley Rollings, Tucson
Pace Gallery, New York
Dalton Somaré, Milano
Collezione Anna e Vittorio M. Carini, Bergamo
Pubblicazioni
Parcours des Mondes, Catalogo, Parigi, 2010
I. Bargna, G. Parodi da Passano, L’Africa delle Meraviglie, Silvana Editoriale, Milano, 2010, p. 147
Marco Scotini, Il Cacciatore Bianco, FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano, 2017, p. 114
Entre Grâce et Brutalité. La Côte d’Ivoire dans les collections italiennes, Dalton Somaré, Milano, 2017, pp. 70-71
Esposizioni
L’Africa delle Meraviglie, Palazzo Ducale, Genova, 2010
Il Cacciatore Bianco, FM Centro per l’Arte Contemporanea, Milano, 2017
Le figure Blolo Bian e la scultura Baule
La scultura Baule della Costa d’Avorio sono caratterizzata da un grande equilibrio tra naturalismo, idealizzazione e sintesi formale.
Le figure antropomorfe Baule non devono essere interpretate come immagini di antenati. Esse appartengono principalmente a due grandi categorie: le figure connesse agli asie usu, spiriti della brousse il cui favore poteva essere ottenuto tramite l’intervento di un divinatore (komyem), e le figure blolo bla o blolo bian, rispettivamente moglie e marito del mondo parallelo.
Queste ultime sono legate alla credenza Baule nell’esistenza di un universo invisibile, il blolo, speculare a quello dei viventi. Secondo la cosmologia Baule, ogni individuo possiede infatti un coniuge spirituale nel mondo invisibile, con il quale mantiene una relazione personale attraverso offerte, devozione e pratiche rituali destinate a preservare equilibrio, fertilità e prosperità.
In assenza di informazioni precise sul contesto originario d’uso, distinguere con certezza le differenti tipologie di figure Baule può risultare complesso. Tuttavia, la superficie della scultura può offrire indicazioni significative. Le figure associate ai coniugi spirituali del blolo presentano generalmente superfici accuratamente pulite e patine luminose, prive di consistenti depositi di caolino o di materia sacrificale.
Dal punto di vista formale, questa figura Blolo Bian si distingue per la fluidità dei volumi e per l’armonia delle proporzioni, caratteristiche fondamentali della statuaria Baule. Il corpo è costruito attraverso una continuità plastica che evita rotture nette e genera una superficie morbida, coerente e perfettamente equilibrata.
Come nelle più alte produzioni Baule, la testa è enfatizzata nelle proporzioni, riflettendo l’importanza attribuita alla dimensione spirituale e alla sede dell’identità. In essa si esprime inoltre la tipica “asimmetria bilanciata” dell’arte Baule, capace di creare vitalità formale senza compromettere l’equilibrio complessivo della composizione.
L’espressione del volto è composta e controllata, priva di tensione drammatica, e trasmette un senso di dignità, armonia interiore e autorità silenziosa. Elementi come l’acconciatura, le scarificazioni e la postura contribuiscono a definire un ideale estetico e morale fondato su ordine, autocontrollo e bellezza.
La patina, derivante da un uso rituale e devozionale prolungato, conferisce alla scultura profondità visiva e testimonia il rapporto diretto instaurato tra l’oggetto e il suo proprietario. Questo esemplare si distingue inoltre per qualità formale, provenienza e coerenza stilistica, collocandosi tra le testimonianze più significative della scultura Baule antica.
Le figure Blolo Bian sono oggi considerate tra le opere più importanti e ricercate nel collezionismo internazionale di Arte Africana, grazie alla loro dimensione intima, alla complessità simbolica e alla straordinaria sintesi tra naturalismo e astrazione.
