Fine del XIX secolo – inizio del XX secolo
Legno
31 cm
Provenienza
Galerie R. Rasmussen, Parigi
Collezione privata, Parigi
Pace Gallery, New York
Galleria Dalton Somaré, Milano
Collezione Anna & Vittorio M. Carini, Bergamo
Esposizioni
Africa. The Land of Spirits, MUDEC, Milano, 2015
Parcours des Mondes, Parigi, 2017
Pubblicazioni
C. Zevi, G. Pezzoli, Africa. The Land of Spirits, 24Ore Cultura, Milano, 2015, p. 287
Entre Grâce et Brutalité. La Côte d’Ivoire dans les collections italiennes, Dalton Somaré, Milano, 2017, p.67
L’Arte Baule e le maschere ritratto
La produzione artistica Baule della Costa d’Avorio rappresenta una delle espressioni più raffinate dell’Arte Africana, caratterizzata da un equilibrio straordinario tra idealizzazione estetica e osservazione del reale.
Le maschere ritratto Baule si collocano all’interno di una tradizione in cui la rappresentazione non è mai puramente individuale, ma tende a esprimere un ideale di bellezza, ordine e perfezione morale.
La Funzione
Queste maschere erano utilizzate in contesti cerimoniali pubblici, spesso legati a danze di intrattenimento e a eventi comunitari.
Pur potendo derivare da individui reali, la loro funzione non è quella di un ritratto realistico, ma di una trasfigurazione estetica, capace di incarnare valori condivisi come armonia, equilibrio e prestigio sociale.
La forma e l’ideale estetico
Il volto si distingue per la purezza delle linee e per la costruzione armonica dei volumi.
Le superfici levigate, la simmetria controllata e la proporzione equilibrata tra le parti contribuiscono a creare un’immagine di bellezza ideale, in cui ogni elemento è calibrato con precisione.
Le scarificazioni, l’acconciatura e i dettagli del volto non sono meri elementi decorativi, ma segni codificati che indicano status, identità e appartenenza culturale.
L’Arte Dan e le maschere ritratto
Un confronto significativo può essere stabilito con le maschere ritratto dei Dan, diffuse tra Costa d’Avorio e Liberia.
Nell’arte Dan, alcune maschere – pur inserite nel sistema delle società iniziatiche come il Poro – mostrano una sorprendente attenzione alla resa individuale, fino a suggerire veri e propri ritratti di persone riconoscibili.
A differenza della compostezza ideale delle sculture Baule, le maschere Dan tendono a privilegiare una maggiore intensità espressiva, con volti spesso più tesi, dinamici e psicologicamente caratterizzati.
Questo confronto evidenzia due approcci distinti alla rappresentazione: da un lato l’ideale armonico Baule, dall’altro la tensione espressiva Dan.
La Superficie e la patina
La superficie lignea, finemente levigata, rivela una lavorazione attenta e raffinata, mentre la patina testimonia l’uso e la vita rituale dell’oggetto.
Il contesto collezionistico
Le maschere Baule sono tra le più apprezzate nel collezionismo internazionale per la loro qualità formale e per la loro capacità di sintetizzare estetica e simbolismo.
Questo esemplare, grazie alla sua provenienza e alla presenza in una mostra museale come quella del MUDEC, rappresenta un’opera di particolare rilievo.
