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Tradizioni buddhiste e immagini: Theravada, Mahayana e Vajrayana

Bust of a crowned Buddha, Kushan kingdom, Mathura India, pink arenaria, Metropolitan Museum of Art, New York

Bust of a crowned Buddha, Kushan kingdom, Mathura India, pink arenaria, Metropolitan Museum of Art, New York

Tradizioni buddhiste e immagini: Theravada, Mahayana e Vajrayana

La storia del buddhismo comprende tradizioni diverse, i cui rapporti non possono essere descritti come una semplice successione di tre scuole. Theravada, Mahayana e Vajrayana indicano ambiti che richiedono distinzioni storiche e dottrinali.

Il Theravada ha una presenza importante nello Sri Lanka e in parte del Sud-Est asiatico. “Hinayana”, espressione nata in contesti polemici, non è un suo equivalente e non costituisce una denominazione neutra per le scuole antiche.

Nel Mahayana assume particolare rilievo l’ideale del bodhisattva, orientato alla buddhità per il bene di tutti gli esseri. Le immagini di Avalokiteshvara e Manjushri rendono riconoscibili figure associate rispettivamente alla compassione e alla sapienza.

Il Vajrayana si sviluppa entro l’orizzonte mahayana e comprende pratiche tantriche nelle quali immagini, mandala e strumenti rituali hanno ruoli specifici. Per interpretarne le rappresentazioni, soprattutto quelle con molte braccia o aspetto irato, è necessario riconoscere la tradizione iconografica di riferimento. La forma visibile acquista significato attraverso il suo rapporto con testi, pratiche e contesti di utilizzo.

Le opere della Galleria permettono di osservare alcuni di questi rapporti senza assegnare una scultura a una tradizione sulla sola base dell’apparenza. Il Padmapani Pala dell’XI secolo rende visibile la centralità di Avalokiteshvara; nella copertina nepalese della Prajñāpāramitā, il rapporto fra personificazione della saggezza, Tara e libro sacro offre un diverso programma. Il numero degli arti e la ricchezza degli ornamenti partecipano alla definizione delle forme, ma vanno letti insieme al soggetto e alla funzione del supporto.

Il lama Sakya tibetano del XIV secolo introduce il tema della trasmissione dell’insegnamento. Il libro sul loto, la veste monastica e il gesto del maestro riuniscono dottrina e lignaggio entro un ritratto religioso. La presenza di questi oggetti nel percorso permette di distinguere divinità, bodhisattva e maestri: categorie che convivono nella pratica buddhista, ma non hanno la stessa identità né la stessa storia figurativa. L’analisi delle immagini acquista precisione quando è accompagnata dalla conoscenza dei testi e dei contesti che ne orientano l’uso.

Riferimenti e confronti

  • Paul Williams, Mahayana Buddhism: The Doctrinal Foundations, 2nd edition, Routledge, 2009
  • Bhikkhu Anālayo, “The Hīnayāna Fallacy”, Journal of the Oxford Centre for Buddhist Studies, 6 (2014), pp. 9–31
  • Metropolitan Museum of Art, Tibet and India

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Bust of a crowned Buddha, Kushan kingdom, Mathura India, pink arenaria, Metropolitan Museum of Art, New York
Bust of a crowned Buddha, Kushan kingdom, Mathura India, pink arenaria, Metropolitan Museum of Art, New York

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